
In viaggio verso la Terra Santa, questa volta da solo, senza i pellegrini che solitamente accompagno.
In questo momento di difficoltà per i popoli di Terra Santa, di ferite e diffidenza, di scoraggiamento e dolore e isolamento, ho sentito il bisogno come Commissario di Terra Santa dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, di farmi vicino ai frati della Terra Santa e ai cristiani che tanto stanno patendo e a tanti amici che hanno subito lutti o ingiustizie.
Questo viaggio è per loro: di consolazione, vicinanza, incoraggiamento e solidarietà.
Ma questo viaggio è anche per me... sulle orme di Francesco che esattamente 800 anni fa a Greccio facendo il presepe precisava "vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato".
Anche io, o Signore, qui a Betlemme voglio vedere nel tuo popolo sofferente gli stessi disagi che tu hai patito con la tua nascita. E che il vederti, così nel disagio per amore, possa accendere sempre di più anche il mio cuore.