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Giornata dedicata alla conoscenza di alcuni luoghi cristiani importanti attorno a Damasco
Antica chiesa: Mar Sarkis
Parlano aramaico, la lingua di Gesù
Grotta di S. Tecla: Mar Tecla
Purtroppo nella guerra civile questo paese è stato distrutto e le chiese depredate e molti cristiani uccisi o costretti a fuggire
Al pomeriggio ci siamo fermati nella parrocchia di padre Naruan, un bravissimo frate iraqeno, che ci ha raccontato del suo rapimento anni fa quando stava ancora in Iraq, da parte dell’Isis e della sua miracolosa liberazione dopo aver stretto una reliquia che portava con sé e invocato la santa.
Il pomeriggio abbiamo attraversato il “suq” di Damasco vecchia e visitato la grande moschea Omayyade, che ha una storia antichissima ed è veramente uno spettacolo. Prima tempio Amorreo e poi trasformato dai romani nel tempio di Giove, il più grande della Siria. In epoca cristiana divenne la Chiesa di Giovanni Battista dove ancora oggi è conservata la sua testa. Infatti, divenuta infine moschea, i musulmani ne conservano ancora la reliquia.
Una curiosità: uno dei campanili dell’antica chiesa è divenuto ora un minareto ed è dedicato a Gesù e i musulmani credono che quando Gesù tornerà sul quel minareto.
Infine dopo essere rientrati, visto che era ancora presto, ho ripreso a girare per Damasco vecchia e dapprima i greco cattolici mi hanno fatto visitare la loro antica cattedrale e infine, assieme a Francesco dell’Associazione Pro Terra Sancta, ci siamo recati a cercare un luogo che nemmeno lui aveva mai visitato. La Chiesa di S. Paolo che conserva la finestra sulle mura di Damasco da cui sarebbe stato calato San Paolo per farlo fuggire dalla città. Per visitare il luogo abbiamo chiesto in giro e poi suonato un anonimo campanello, perché la chiesa dopo la guerra non è più stata riapertta al pubblico, ma solo su richiesta.
Passeggiando per Damasco con Francesco abbiamo parlato del suo servizio con i frati e delle tante opere per il santuario e per le persone più bisognose. È stato anche questo un bellissimo incontro: è proprio vero che in mezzo alle situazioni peggiori emergono segni e testimonianze che alimentano la speranza.