
In un periodo in cui i riflettori del mondo sono puntati sulla Terra Santa con preoccupazione, un gruppo di volontari guidato da Fr. Stefano Tondelli, Commissario di Terra Santa di Assisi, ha vissuto a Cipro, dal 19 al 26 luglio, un’esperienza profonda di pellegrinaggio e servizio.
Un viaggio che non è solo un omaggio ai luoghi sacri, ma un atto di vicinanza e solidarietà verso coloro che soffrono, una vera e propria estensione del ruolo del Commissariato.
Fr. Stefano Tondelli, attualmente residente nel Convento di S. Antonio a Terni e referente del Commissariato di Terra Santa ad Assisi, è stato il promotore di questa iniziativa. Instancabile pellegrino e testimone dei luoghi di Gesù, fr. Stefano ha voluto fortemente “riformulare” il programma originale del viaggio: «Questa estate – ha raccontato Fr. Stefano – avremmo dovuto essere in Terra Santa… Purtroppo a causa della guerra il nostro volo è stato cancellato. Non abbiamo voluto però rinunciare ad un’esperienza di pellegrinaggio ma anche di servizio e vicinanza a chi più soffre».
Così fr. Stefano ha deciso di coinvolgere 4 volontari in un pellegrinaggio di servizio a Cipro, isola legata profondamente alle origini del cristianesimo. Infatti Cipro fu tra le prime terre evangelizzate dagli apostoli, in particolare da San Paolo e San Barnaba, nativo dell’isola. Per questo è inclusa nella “Custodia di Terra Santa”, affidata ai frati francescani, che vi operano da secoli con presenza pastorale e missionaria. Camminare oggi a Cipro significa toccare una Terra Santa viva, dove il Vangelo continua a fiorire anche tra i più fragili.
Il gruppo – composto da Fr. Stefano e quattro laici, Matteo, Silvia, Caterina e Pasquale – ha documentato quotidianamente l’esperienza sui social media, offrendo uno sguardo diretto sulla realtà cipriota e sull’impegno profuso. Le loro parole, raccolte in video testimonianze, parlano di dignità, accoglienza e l’universalità del bisogno umano.
Il cuore del loro servizio si è concentrato sul campo profughi di Pournara, vicino a Nicosia. La barriera linguistica, pur presente, non ha impedito la comunicazione più profonda: il sorriso e la presenza hanno prevalso: «Si vede nei loro occhi che sono contenti di vederci, anche perché siamo cercando di portare serenità, spensieratezza, insieme alla voglia di ascoltarli e condividere la loro esperienza».
Le persone incontrate a Pournara hanno lasciato un segno indelebile nei cuori dei volontari. Tanti sono i profughi, famiglie, bambini, giovani, come i ragazzi afghani, alcuni dei quali laureati, che purtroppo incontrano difficoltà burocratiche per proseguire i loro studi in Europa, nonostante siano stati accettati da università italiane. «Abbiamo incontrato veramente persone dignitose, persone che in silenzio ci manifestavano gratitudine – ha raccontato Pasquale – Avevano desiderio soltanto di avere un contatto, anche una stretta di mano, un abbraccio. Non hanno chiesto nulla: hanno solo bisogno di far sentire che loro esistono, che hanno bisogno di noi, anche con poco, con delle intenzioni, con quello che avevamo a disposizione».
Una delle sfide emerse nel campo è la diversità di culture e la diffidenza tra le diverse etnie. Matteo ha cercato attivamente di superare queste divisioni: «Ho cercato di far giocare insieme più bambini di etnie diverse per cercare di stabilire un contatto anche tra mondi così diversi, come per esempio un bambino della Somalia e uno della Mongolia». Nonostante la forte diffidenza iniziale, la perseveranza ha portato i suoi frutti: «Sono molto contento perché nonostante le prime diffidenze adesso hanno fatto amicizia anche fra di loro».
Anche per Silvia, il contatto con i bambini è stato immediato e toccante. «Mi sono subito dedicata a loro, soprattutto i più piccolini… Mi ha colpito molto il fatto che bambini molto piccoli si affidassero senza problemi, senza piangere, probabilmente abituati a passare da varie braccia».
Caterina ha trovato nel gioco un linguaggio universale. «A me piace giocare a pallavolo, quindi mi sono messa a giocare con un bel gruppo di ragazzi afghani e poi in realtà si sono aggiunti anche un papà cinese, poi è arrivato anche un ragazzo somalo, quindi è vero che c’è difficoltà… però se siamo insieme possiamo anche essere un po’ un collante da questo punto di vista ed è bello fare qualcosa di concreto, come ad esempio giocare, che non ha lingue».
Ha anche evidenziato un bisogno pratico: «Quello che hanno richiesto di più soprattutto le persone adulte sono dei notebook, dei fogli su cui scrivere, delle penne: ho visto il loro profondo desiderio di imparare la lingua, come il greco, per avere anche un po’ una prospettiva qui».
Il pellegrinaggio non è stato solo servizio, ma anche momento di profonda spiritualità. La visita alla tomba di San Lazzaro a Larnaca ha offerto una riflessione sulla speranza e la risurrezione. «Abbiamo chiesto per tante persone che abbiamo incontrato la forza di non abbattersi nei momenti di difficoltà, ma di avere fiducia nella possibilità della risurrezione in ogni situazione – ha detto Fr. Stefano. – Il fatto che Lazzaro, una volta risorto, si sia messo a servizio come primo diacono della Chiesa di Cipro, ha rafforzato il senso del loro impegno».
Le giornate a Cipro, nonostante la fatica e il caldo, sono state un’occasione per “donare ma anche essere molto attenti a ricevere”. Le parole dei volontari risuonano con gratitudine: «Le persone che si incontrano hanno sempre molto da dare: abbiamo ricevuto davvero tanto e di questo siamo veramente tanto grati al Signore che attraverso l’intercessione di San Barnaba ci sta accompagnando, seguendo e guidando in questa esperienza».
Questo pellegrinaggio di servizio a Cipro è una testimonianza vivida di come la fede possa tradursi in azioni concrete di solidarietà e accoglienza, creando ponti dove i muri sembrano insormontabili e offrendo un raggio di speranza a chi ne ha più bisogno. Per sostenere i progetti in Terra Santa e continuare a essere un ponte con i luoghi di Gesù, è possibile contribuire visitando la pagina: https://terrasantafratiassisi.it
(articolo tratto dal sito: http://assisiofm.it)
Puoi trovare le testimonianze su Facebook: TERRA SANTA FRATI ASSISI

